Per noi l’anno politico va da settembre a settembre, nel mese di agosto l’attività sostanzialmente si ferma. Per non dimenticare posizioni prese e analisi fatte abbiamo un giornale, anzi oggi possiamo dire che partecipiamo ad un giornale visto che gli articoli vengono fatti da compagni di varie regioni d’Italia. Noi non diciamo cose per poi nasconderle sotto il tappeto se non corrispondono all’evoluzione degli avvenimenti. Noi siamo marxisti ed ogni nostra affermazione và convalidata dallo sviluppo dei fatti. E’ facile fare analisi generalizzanti dicendo “tutta colpa del capitalismo” facendo un po’ di economia e geopolitica. Dobbiamo prendere posizioni politiche sui piccoli e grandi fatti contemporanei non solo dibattere del ‘900.Abbiamo una attività territoriale perché se siamo avanguardia occorre avere una “retroguardia” non dall’altra parte del mondo ma nel tuo quartiere, nella tua città. Oltre le grandi fabbriche occorre, oggi, lavorare nei territori non per assistenzialismo o migliorare i mali del capitalismo, credendo che se tu aiuti una persona allora avrai trovato il partecipante o il militante. Quante cretinerie ci hanno tirato addosso usando simili scempiaggini. No compagni, un pochino lo conosciamo il marxismo…..il lavoro territoriale non è mutualismo vecchia maniera o sportelli sindacali sociali per “l’operaio sociale o l’operaio massa” ma mezzo per tornare alla classe sparpagliata e stratificata, individualista. Ma non scriveremo ulteriormente di questa problematica. Il “che fare?” discendente dall’analisi del capitalismo mondiale e nazionale. Lo stesso partito non potrà essere fotocopia di quello bolscevico perché il partito è storico non dogma immutabile. Non si cambiano i principi ( per esempio il centralismo democratico ) ma si possono modificare i contorni per renderli più attinenti alla nuova realtà. Ad oggi portiamo avanti tramite volontari e militanti: corso di difesa personale, aiuto compiti, corso di lingua italiana, mercatino degli abiti usati, sportello sociale, yoga. Una compagni partecipa ad un sindacato case, in sede oggi c’è lo sportello di un sindacato trasporti. Da settembre una stanza diverrà uffico permanente del sindacato. La nostra compagna ne farà parte. Oggi l’imperialismo non è più quello dei tempi di Lenin, si è evoluto, ha aggiunto stampelle su cui appoggiarsi, nuove ideologie, mezzi e maniere per sottomettere. L’opportunismo non è solo “il partito operaio borghese all’interno della classe operaia” ma passa per il “che fare?” : vari compagni fanno spallucce e dicono “è difficile impostare un che fare”, altri fanno fotocopia di quello di Lenin perché “cosa ci vuole? basta prendere il libro di Lenin e ripetere tutto quello che c’è scritto, cosa c’è di complicato?”. La classe è divisa materialmente, le avanguardie usano metodi del ‘900, il risultato non possono che essere sette e partitelli individualistici. Ecco l’opportunismo contro cui tanti militanti e gruppi stanno agendo per coordinare e rompere steccati.La compagna non farà attività di tempo pieno nell’attività sindacale perchè è solo una parte delle attività che sa di dover fare.
Gli sportelli “sindacali” di quartiere li stavamo già portando avanti, sia con collegamento uffici Aler sia di letture busta paga sia con lo sportello sociale.Come gruppo politico abbiamo creduto che anziché creare una rete “sindacale” alternativa sarebbe stato giusto cercare di dare una mano ad un sindacato affinché diventasse un sindacato di peso a Bergamo. Come gruppo politico abbiamo organizzato degli incontri: dalla presentazione di libri sugli anni ’70 al dibattito sulle pratiche di resistenza nelle città informatizzate, dalla questione palestinese all’analisi del capitalismo italiano ed il “che fare?” ( quest’ultimo avverrà a breve e richiederà due serate).Abbiamo incontrato nuovi compagni con i quali stiamo interagendo e confrontando per Coordinarsi con un “che fare?”. Il Partito che nascerà dal proletariato italiano e dalle sue avanguardie ci vedrà portare in dote un lavoro territoriale, militanti e volontari. OH si compagni, pensate come siamo arroganti e presuntuosi, crediamo che non saremo noi a farlo quel Partito, noi potremo aiutare e si si certo siete voi il Partito e le vere avanguardie italiane. Detto questo, non scassateci più con “siete locali, volete stare nel vostro”. No non siamo locali ne vogliamo esserlo, perché stare locali e nel nostro vuol dire morire politicamente, che scoperta!!!! Ma coordinarsi vuol dire in primis farlo in Italia non fuori dai confini nazionali, se in Italia non sapete creare niente non vi servirà emigrare per farsi grandi con gruppi altrui. Grazie ai nuovi volontari arrivati iniziate a capire gli attacchi che ci fanno e quanta battaglia occorre fare anche solo portare avanti uno “spazio popolare”Grazie a nuovi compagni, coordinarsi su un “che fare?” sembra cosa banale ed invece vedete quanto gli interessi di bottega permangono, quanto le parole di apertura non facciano seguire i fatti, quanto il ‘900 continui a pesare nella testa dei compagni.Avremo la cena dello Spazio Popolare, settimana prossima due serate di approfondimento politico, il giornale uscirà a breve, ultimi giorni di attività dello Spazio Popolare…e una piccola sopresa nel quartiere….avanti!
CdR – Vindex
